Indice Volume 2.1-5

(mancano 42, 43, 44, 45 e 46)

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PICCOLE GOCCE DI NETTARE

   Prima di incontrare Srila Prabhupada, Bhavananda era stato un decoratore professionista, così Prabhupada lo impegnò secondo i suoi talenti chiedendogli di decorare l'altare per le prime Divinità di Radha e Krishna in America. Bhavananda aveva appena completato il suo lavoro e si era inchinato davanti alle forme di Radha e Krishna, quando Srila Prabhupada entrò nella stanza.

   "Oh, molto bene," disse Prabhupada. "Chi ha fatto tutto questo?"

   "Io, Srila Prabhupada", rispose Bhavananda.

   "Si," riprese Prabhupada, "puoi decorare i night-club e andare al'inferno, o puoi decorare il tempio e andare a Vaikuntha."

   Quando Srila Prabhupada era a Los Angeles, un bambino di due anni, Bhakta Visvareta, sviluppò per lui un profondo attaccamento, e da parte sua Prabhupada gli mostrava una misericordia speciale. Bhakta Visvareta saliva sempre le scale a carponi ed entrava nella stanza di Prabhupada senza bussare. Si sedeva con la schiena ritta di fronte a Prabhupada, e quando Prabhupada gli dava del prasada, non lo mangiava fino a quando Prabhupada gli diceva di mangiarlo. Prabhupada era molto soddisfatto nel vedere che fin da così piccolo il bambino era in grado di cantare sul japa, recitare versi e cantare e danzare nei kirtana. Quando Bhakta Visvareta ebbe 5 anni, Prabhupada chiese ai suoi genitori di mandarlo alla Gurukula di Dallas. Una volta, quando Prabhupada andò a Dallas incontrò nuovamente Bhakta Visvareta, e fu come se due vecchi amici si fossero riuniti. Tuttavia, quella volta Bhakta Visvareta fu estremamente timido. Non s'inchinava, non diceva e non faceva nulla in presenza di Prabhupada. Stava semplicemente lì, in piedi, con gli occhi bassi. Prabhupada incominciò a pizzicarlo qua e là e a tirargli la sikha, ma il bambino non reagiva. Alla fine Prabhupada gli chiese se voleva una pallina dolce. Bhakta Visvareta fece cenno di si con la testa. Prabhupada fece prendere una pallina dal suo servitore e gliela diede. Quando vide il bimbo prenderla e mangiarla immediatamente, Prabhupada sorrise e commentò, "Ha, è un devoto del prasadam."

Note:

Da Satsvarupa dasa Goswami e Ramesvara Swami


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PRABHUPADA HA DETTO

Sull'origine dell'essere vivente

   La domanda in questione riguarda l'essere individuale che cade in questo mondo materiale, e non dal Brahman impersonale. L'esistenza nel Brahman impersonale rientra anche'essa nella categoria di non coscienza di Krishna. Anche coloro che si trovano nella radiosità del Brahman sono in una condizione degradata, e non si può parlare di cadere da una condizione già degradata. Quando si verifica una caduta, si tratta di un essere che cade da una posizione non degradata.

   La condizione non degradata è la coscienza di Krishna. Finché si riesce a mantenere la pura coscienza di Krishna, non si è caduti. Non appena si è fuori dalla coscienza di Krishna si è caduti. Non ha importanza dove si trovi l'essere individuale. Anche nel mondo materiale esistono differenti livelli di condizioni di vita, e rimanere nella radiosità del Brahman non è che un'altra fase di quella condizione degradata. Nella Bhagavad-gita è spiegato che, grazie alle loro attività pie, le anime condizionate vengono elevate ai sistemi planetari superiori, ma non appena il loro bagaglio di azioni pie si è esaurito, di nuovo tornano giù sul pianeta terra. Similmente, coloro che vengono elevati al di sopra dei sistemo planetari fino alla radiosità del Brahman sono anch'essi soggetti a cadere quanto un essere che proviene da un sistema planetario superiore.

Lettera del 13 giugno 1970

Note:

Lettera a Revatinandana dasa, 13 giugno 1970


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COME PORTAVA IL CAPELLO, E ALTRI SORPRENDENTI ATTEGGIAMENTI INFORMALI

   A volte Srila Prabhupada indossava una "cuffia da Swami" in modo comico, con entrambe le alette tese in fuori ai lati del capo. A volte si sdraiava col corpo adagiato di traverso sul suo sedile, piedi e gambe che penzolavano dai piccoli cuscini che facevano da braccioli, completamente rilassato. A volte si appisolava trascendentalmente mentre era seduto nella sua stanza. Naturalmente non si comportava mai in modo così casuale in presenza di ospiti.

   Il suo modo di camminare col bastone da passeggio era aristocratico, come pure l'inclinazione della sua testa. Chiunque lo riceveva come un raffinato gentiluomo. Solitamente veniva visto in pubblico con un grande seguito. Spesso, quand'era solo, o con un piccolo gruppo di persone, i casuali e aggraziati atteggiamenti del suo corpo, il suo modo di sedersi o di camminare, il suo modo di tenere in mano un bicchiere d'acqua, col mignolo sollevato (un mudra che significa perfezione), il polsino di seta della sua manica che usciva da sotto la maglia, e poi le morbide palme delle sue mani, segnate da linee precise, che apriva mentre parlava -tutto questo affascinava e calmava il cuore.

   A volte Prabhupada predicava a lungo, e puoi improvvisamente si alzava e usciva dalla stanza, mentre tutti attendevano il suo ritorno. Al suo uscire e al suo entrare tutti s'inchinavano. Questi piccoli, spiacevoli aspetti della sua presenza facevano da sfondo al serio impegno di vita di Srila Prabhupada. Prabhupada era severo e grave, e parlava sempre di piani immediati, di grandi fatti di abbandono che chiedeva ai suoi discepoli. E tuttavia la gioia sicura dello stare con Prabhupada c'era sempre. C'erano sia la gioia di essere vicini alla sua persona, che il peso dei suoi ordini. E in sua presenza, la protezione di Krishna era sempre assicurata.

Note:

Satsvarupa Dasa Goswami


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SERVIZIO IN SEPARAZIONE

   Il nostro incontrarci e separarci nel mondo materiale è come il corso fluente del fiume. Durante il corso del fiume molti oggetti differenti che vi galleggiano si incontrano tra loro, e poi di nuovo si separano a causa del movimento delle onde. La vita materiale funziona esattamente così. Ma la nostra separazione, anche se sembra identica a quella materiale, è completamente diversa. Nel mondo spirituale la separazione è più gustosa dell' d'incontro. In altre parole, nella vita spirituale non esiste separazione. La separazione è eterna, come l'incontro è eterno. La separazione non è che un altro aspetto dell'incontro.

Lettera del 3 aprile 1969

   Il fatto che Prabhupada riuscisse a conferire potere a ragazzi e ragazze perché andassero in tutto il mondo a stabilire questo Movimento è una realtà trascendentale. Questa era la sua gloria. E le persone che non erano fisicamente con Prabhupada avevano esperienze altrettanto intense, a volte ancora più intense. A volte Prabhupada era più intensamente presente proprio accanto a loro.

   La realtà dell'apparizione di Prabhupada sulla Terra è tutt'oggi in espansione. Non è che lui sia una persona materiale: questo è il punto. Prabhupada non era un essere umano confinato nei luoghi della sua presenza personale. La sua presenza era speciale, e le sue attività personali furono divertimenti speciali. Ma praticamente Prabhupada era come il sole -espandeva ovunque la sua potenza. E lo sta facendo tutt'ora. Prabhupada è il jagat-guru che si espandere in tutto il mondo e continua ad espandersi nel cuore di ognuno. Questo principio è affermato nel Bhagavatam, nel caso di Suka Goswami: Suta Goswami disse del suo guru, Sukadeva, "Offro i miei umili omaggi al mio maestro spirituale, che entra nel cuore di ognuno." E simile è la glorificazione che Vyasadeva offre al suo guru, Narada, dicendo, "Tu sei proprio come il sole. Vai dovunque in tutto l'universo, esattamente come il sole." Vyasadeva disse, antas-cara: tu entri all'interno di ogni cosa. E vayuriva: sei esattamente come il vento. "Proprio come l'aria pervade il corpo esteriormente e interiormente," egli disse, "così il mio maestro spirituale può recarsi dentro e fuori ogni cosa." Dobbiamo capire dunque che Prabhupada si espandeva, e si sta espandendo in tutto l'universo.

Hridayananda dasa Goswami

   Chi riesce a prendere molto seriamente la Bhaktivedanta Book Trust, la considera la sua relazione con Prabhupada. Io sento di essere stato il suo servitore personale, per averlo aiutato a manifestare i suoi libri il più velocemente possibile. La mia relazione con Prabhupada è sempre esistita in termini di lettura dei suoi libri, di stampa dei suoi libri, di distribuzione dei suoi libri in Sankirtan, e non ho mai sentito la mancanza di associazione. Quando correggevo la stesura dei suoi libri mi sentivo completamente soddisfatto, poiché avevo in mano quei capitoli ogni settimana. Era tutto quello che volevo dalla vita.

Devamrita Swami.

 

    Io so che finché cerchiamo di soddisfare Prabhupada predicando dall'interno dell' ISKCON, non possiamo sbagliare. Così il mio rifugio, quando Prabhupada lasciò il pianeta, fu quello di rimanere nella sua Associazione, con i devoti e l'attività di predica che va avanti. So che Prabhupada benedirà chiunque rimanga in questa Associazione, specialmente i suoi discepoli.

Jaya Madhava dasa.

   Conosco quello che Prabhupada provava per i differenti aspetti del progetto di Mayapur. Un giorno stavo camminando lungo la strada, quando di colpo rimasi fulminato dalla realizzazione che questa strada era sacra perché era qui che Prabhupada faceva le sue passeggiate mattutine. Sentimenti come questo rafforzano l'affetto e la motivazione nel servizio devozionale, nel progetto che stiamo svolgendo. Vedi un rubinetto che perde acqua, e sai come reagiva Prabhupada a queste cose -questa è la coscienza di Prabhupada.

Anakadundubhi dasa.

   I devoti vengono qui a Vrindavana alla casa di Prabhupada, e diventano completamente assorti nel sentimento del servizio. Molti vengono e semplicemente si siedono qui da soli, a ricordare Prabhupada, cantando. Per molti dei devoti di Prabhupada ci sono state molte esperienze intimi, qui, in queste poche stanze. Posso comprendere che la casa di Prabhupada è un luogo speciale per tanti affettuosi discepoli di Prabhupada che ebbero qui numerosi scambi personali con lui. E' anche un'offesa verso di loro se il posto non viene curato bene, perché significa che la memoria di Prabhupada non viene mantenuta bene.

Daivisakti devi dasi.

   Penso di aver letto i libri 4 o 5 volte dopo che Prabhupada ha lasciato il pianeta, e posso dire una cosa, che ho cominciato a sentire di essere veramente accanto a Prabhupada quando leggo i suoi libri. Penso, "E' il momento di sedersi con Prabhupada." Come se Prabhupada stesse arrivando al tuo tempio, se ti è possibile liberarti dagli impegni per andare ad ascoltarlo, lo devi fare sicuramente. Quando il guru sta parlando, il discepolo deve andare da lui, al più presto possibile. In questo modo cerco di dedicare ogni giorno del tempo alla lettura dei libri di Prabhupada.

Rohini-nandana dasa.

   Penso che, in grande misura, la mia relazione con Prabhupada sia accentrata sul dovere. Mi ha dato il servizio che ho, e penso che un devoto non dovrebbe chiedere di fare un altro servizio. Dovrebbe mantenere il servizio che gli è stato dato dal maestro spirituale fino a quando gli viene chiesto di fare qualcos'altro, anche se questo può voler dire fare quel servizio per tutta la vita. Mi ci sono voluti quasi dieci anni per arrivare a questo punto. Prima c'erano sempre stati dei dubbi, "Forse qualcos'altro... Forse non sono molto adatto per fare questo e dovrei fare qualcos'altro." Ma penso che nella maggior parte dei casi sia maya. A un devoto viene dato un determinato servizio e, proprio come in un esercito, deve fare il suo dovere anche se dovesse venire ucciso. Questo è per me un principio molto forte nella mia coscienza di Prabhupada, e cioè che non posso abbandonare il dovere di portare avanti la Coscienza di Krishna nella mia area.

Bahudak dasa.

   "Ti ringrazio molto, e ringrazio tutti i devoti perché mi state offrendo ogni giorno una ghirlanda come quando ero presente fisicamente. Se un discepolo è costantemente impegnato nell'esecuzione delle istruzioni del suo maestro spirituale, è in pratica costantemente in sua compagnia. Questo è chiamato "vani seva". Esistono due tipi di servizio al maestro spirituale. Uno è detto vani seva e l'altro vapuh seva. Vani seva significa "eseguire l'istruzione", e vapuh seva significa "offrire fisicamente" un servizio personale. Quindi, in assenza della presenza fisica del maestro spirituale, il vani seva è il più importante."

Lettera del 22 agosto 1970

Note:

Lettera a Bhavananda, lettera a Karandhara dasa, e testimonianze di devoti da interviste.