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   Quando Srila Prabhupada tornò per la prima volta in India con i suoi discepoli americani, a volte li portava a visitare i luoghi santi di Mayapur e di Vrindavana. Un giorno Prabhupada doveva recarsi, con alcuni devoti, a visitare il luogo di nascita di Bhaktivinoda Thakura, Devanagar, usando una vecchia automobile americana, una Dodge. Prabhupada sedeva davanti con l'autista, Syamasundara dasa, e altri quattro devoti si sta strinsero sul sedile posteriore.

   Ben presto si accorsero che purtroppo la vecchia Dodge non aveva il clackson. In India, guidare senza clackson è una cosa praticamente impossibile, e si prevedeva un viaggio di due ore. Srila Prabhupada era preoccupato sul da farsi. Poco dopo la partenza, però, Prabhupada escogitò un "clackson" di emergenza. Trovò nell'automobile un piatto di metallo, fece fermare l'autista e i ragazzi gli trovarono un bastone di legno. Così, mentre la macchina procedeva, Srila Prabhupada teneva il piatto fuori dal finestrino per lo percuoteva con il bastone ogni qualvolta fosse necessario, per far spostare altre vetture o allontanare persone o animali della strada. I devoti erano stupefatti, e anche entusiasti nel vedere la semplice dimostrazione del geniale clackson, che Prabhupada continuò ad usare dal sedile anteriore per tutta la durata del viaggio.

   "Questo gli indiani lo copieranno," commentò Srila Prabhupada. " Penseranno che sia una nuova invenzione americana. Prenderanno anche loro piatti e bastoni, e gli useranno al posto della tromba."

Note:

Intervista con Yadubara dasa.


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   Vedendo che Tejas dasa a volte litigava con la moglie, il confratelli gli suggerirono di chiedere a Prabhupada il permesso di prendere sannyasa, dicendo che la cosa lo avrebbe aiutato nella predica. Tejas riconobbe tra sè e sè che in effetti il suo era un matrimonio difficile, e decise di rivolgersi a Srila Prabhupada non appena ne avesse avuto l'occasione. In quei giorni, in India, non era affatto difficile per i devoti avvicinare Srila Prabhupada nella privacy della sua stanza per rivolgergli domande confidenziali di quel tipo...


(Manca 27 )


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   A volte Srila Prabhupada viaggiava per l'India in treno, accompagnato dai suoi discepoli. In una di queste occasioni il treno si fermò nel mezzo di un campo pieno di fiori viola. Uno dei devoti saltò giù, corse nel campo, raccolse alcuni fiori e si affrettò a tornare alla carrozza di Prabhupada, proprio mentre il treno stava per ripartire. Poi i devoti portarono a Prabhupada un mazzo di fiori viola come un'offerta devozionale. Prabhupada li accettò tranquillamente ma disse, "il Signore Siva porta questi fiori." I devoti temettero di aver commesso qualche guru- aparadha, ma Prabhupada sorrise e s'infilò un fiore dietro entrambi gli orecchi. Spalancò gli occhi e fece un grande sorriso, una specie di smorfia, "Visto?" imitando Siva con i fiori viola tra i capelli.

Note:

Intervista con Pancadravida Swami.


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PRABHUPADA HA DETTO

Sulla produzione e la distribuzione dei libri.

   Alcune delle massime più conosciute di Prabhupada sottolineano il valore dei suoi libri e la necessità di stamparli con grande cura.

   1) "Se c'è qualche errore nei miei libri, i libri non verranno presi seriamente."

   2 ) "Ogni singola parola in questi libri è come un documento." (Per questo gli editori devono essere molto accurati e non devono speculare.)

   3) "Queste spiegazioni sono le mie estasi devozionali."

   I primi libri di Prabhupada furono stampati dai devoti all'ISKCON Press, ma non erano fatti molto bene. Quando Prabhupada ricevette la prima copia di un'edizione tascabile di un capitolo del Bhagavatam, la aprì e la rilegatura gli si sfasciò in mano. Rivolgendosi ai devoti presenti, Prabhupada chiese, "Cosa ci vorrà perché i miei discepoli imparino a stampare questi libri in modo che non cadano a pezzi?"

   Brahmananda disse, "Sincerità, Prabhupada. Se fossimo più sinceri lo faremmo."

   Srila Prabhupada abbassò gli occhi sul libro rotto che teneva in mano e disse, "No."

   I devoti erano stupefatti. Uno di loro domandò, "Non è la sincerità?"

   "Sincerità, si," rispose Prabhupada, "più l'intelligenza."

  "Qui a Mayapur il mio Guru Maharaja era solito stampare un foglio. Si vendeva per pochi paisa. A volte, quando un brahmacari andava a Navadvipa e ne vendeva anche solo poche copie, il mio Guru Maharaja era molto soddisfatto... Quindi dò sempre grande enfasi alla distribuzione dei libri. E' il kirtana migliore. E' meglio del canto. Naturalmente il canto non deve fermarsi, ma la distribuzione dei libri è il kirtana migliore."

Lettera del 24 novembre 1974

   Una volta, parlando a una riunione dei distributori di libri, Srila Prabhupada spiegò che Bhaktivinoda Thakura voleva che si costruisse un tempio a Mayapur. "Voi sarete le pietre miliari," disse Prabhupada ai suoi discepoli. Disse che grazie alla loro distribuzione dei libri, il tempio sarebbe stato costruito.

Note:

Le massime di Prabhupada sulla distribuzione dei libri sono riportate da Devamrita Swami; l'episodio della " ISKCON Press" è da Satsvarupa dasa Goswami e da Nara Narayana dasa; la lettera sulla distribuzione dei libri da Srutadeva dasa; le parole di Prabhupada ai distributori di libri da Sanjaya dasa.


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PRABHUPADA RACCONTA UNA STORIA

   Quando venne pubblicata la traduzione di Prabhupada della Caitanya-caritamrita, Madhya-lila volume 1, i devoti furono lieti e sorpresi di leggere della relazione scherzosa tra Sri Nityananda e Advaita Acarya mentre prendevano prasadam nella casa di Advaita Acarya. Un mattino, mentre viaggiava in macchina con Srila Prabhupada, un devoto espresse il suo apprezzamento per il nuovo volume.

   "C'è un bel senso dell'umorismo nella Caitanya-caritamrita, Srila Prabhupada."

   "Si," disse Srila Prabhupada. "Vita spirituale è anche umorismo." Poi si mise a raccontare una storiella.

   Krishna disse a una vecchia signora, "Sei così brutta che dovresti sposare una scimmia." "No," disse la vecchia, " ho abbandonato ogni desiderio materiale. Sposerò Te, Krishna!"

   "Si! Si! Si!" Tutte le gopi e i pastorelli battevano le mani e ridevano.

   Mentre Prabhupada raccontava l'episodio, i suoi occhi s'illuminarono di vivacità, ridendo dei divertimenti umoristici di Krishna. "Così Krishna fu sconfitto," disse Prabhupada, "dalle risate delle gopi."

Note:

Memorie di Satsvarupa dasa Goswami