Le origini del Movimento

( Tradoto dal francese da Srimati bhaktin Daniela )

Le radici del movimento per la coscienza di Krishna risalgono all’epoca dell’antica civiltà indiana, che secondo le scritture ha conosciuto il suo apogeo 5.000 anni fa con l’avvento di Shri Krishna. L’insegnamento di Shri Krishna è contenuto nella Bhagavad-Gita, il testo sacro più importante dell’India, ed è l’opera che il Movimento fa conoscere e diffonde nel mondo intero.

È in India che si trovano le vestigia delle civiltà più antiche. Ancora ai giorni nostri, numerosi siti storici ricordano la grandezza della cultura che prosperava in questo continente.

Le principali testimonianze di quest’epoca sono dei libri redatti in sanscrito, la lingua letteraria più antica del mondo, anteriore al cinese, all’ebraico, al greco ed al latino.

I libri sanscriti sono chiamati Veda, o testi vedici (dalla parola sanscrita “sapere”, “rivelazione divina”). Queste opere contengono incredibili rivelazioni sulla storia, l’astronomia, la medicina, l’architettura, l’esoterismo, la psicologia ed ancora altri apsetti delle scienze umane. Ma il soggetto principale di questi scritti sono la filosofia e la religione. La Bhagavad-gita (“Il canto di Dio”), indicata anche come “la Bibbia indu”, ne costituisce l’essenza.

L’apparente politeismo (dell’induismo) si rapporta infatti all’adorazione dei deva (Brahma, Shiva, Ganesh, etc.), paragonabili a dei ministri responsabili di alcuni aspetti specifici della creazione, ma sono tutti subordinati a Dio, conosciuto con il nome di Vishnu o Krishna.

I Vaishnava, o devoti di Krishna, seguono questa tradizione monoteista dell’India chiamata Vaishnavismo (o Vishnuismo)

L'età di Kali

Secondo i Veda, quest'età, "l'età di ferro", caratterizzata da polemiche e ipocrisia, è iniziata 5.000 anni fa, e corrisponde ad un periodo di degradazione della cultura Vedica. Uno dei sintomi di questa degradazione è stato lo sviluppo del sistema delle caste, che determina lo statuto sociale dell'uomo secondo la sua nascita e non secondo la sua natura come insegna la Bhagavad-gita.
A livello economico, tuttavia, l'India è rimasta a lungo un paese favolosamente ricco e ciò ne ha fatto, più volte nel corso della sua storia, l'oggetto delle mire delle potenze straniere, che hanno tentato di sfruttarne le ricchezze.
Tutti coloro che hanno invaso il sub-continente indiano, come Alessandro Magno, i Musulmani o gli Inglesi, sono stati abbagliati dalla mestosità dei suoi templi e dei suoi palazzi. Ma quello che questi conquistatori hanno visto e, in molti casi, distrutto, non era che ciò che era rimasto di una civiltà ben superiore.

La vera ricchezza dell'India

I grandi saggi della tradizione vedica avevano previsto che il materialismo avrebbe preso il predominio durante letà di Kali. Preoccupati per l'avvenire dell'umanità, decisero di mettere per iscritto tutto il sapere vedico, trasmesso fino ad allora oralmente sin dala notte dei tempi, allo scopo di evitare che venisse perduto sotto l'influenza di quest'età.


La trasmissione del sapere
Oltre ai testi sacri, ci sono stati dei maestri spirituali (guru) che attraverso il loro esempio personale ed il loro insegnamento hanno trasmesso il sapere vedico, e questo fino all'epoca attuale. Questa linea di maestri, di cui Krishna è l'origine, ha conservato intatta questa conoscenza, mentre la massa degli uomini si écartait .... (degradava?non ho il vocabolario, non ho idea di cosa significhi!) sempre di più nel corso dell'Età di Kali.
Così, per salvaguardare la purezza della cultura vedica, i saggi che conoscevano l'essenza dei veda haoo pregato affinchè discendesse una potente incarnazione divina, un Avatara.

L'India del rinascimento: SRI CAITANYA MAHAPRABHU
Nel 1486, rispondendo all'appello dei saggi e secondo le predizioni delle scritture, Krishna si manifestò in Bengala sotto la forma di Sri Caitanya Mahaprabhu. Egli ravvivò la Coscienza di krishna nell'intera India, e rivelò a tutte l'umanità il metodo ideale di realizzazione spirituale per quest'era: il canto dei santi nomi di Dio. Mise in pratica i precetti della Bhagavad-gita impersonando un perfetto servitore di Dio, poiché Dio dà sempre l'insegnamento e l'esempio perfetto.
Sri Caitanya fu dunque all'origine di una nuova era spirituale nell'età di Kali. Egli insegnò che l'autentica coscienza di Dio non dipende dall'appartenenza ad una classe sociale o ad una confessione religiosa particolare. Egli sconvolse in questo modo tutti i pregiudizi sociali, religiosi, e razzisti, invitando tutti, senza discriminazioni, al canto collettivo dei Santi Nomi. Sri Caitanya profetizzò che un giorno il Santo Nome di Krishna sarà cantato nel mondo intero.

I successori di Sri Caitanya presero a cuore la realizzazioen di questa profezia. Essi percorsero l'India intera, scrivendo numerosi libri e cominciando, a partire dal XIX secolo, a rendere la conoscenza vedica accessibile a tutti attraverso la lingua inglese.