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Non è esagerato dire che Somaka, dopo Srila Prabhupada, è quella figura, il devoto, che ha fatto veramente partire per primo la locomotiva della devozione, dal nord al sud dell'Italia. Era l'anno 1975 esattamente il 7 luglio, decisi finalmente di diventare devoto a tempo pieno. Somaka, allora, non era il presidente del tempio ma la persona tutto fare e la più influente su tutti, nel piccolo centro di Via Mistretta, a Roma. Era la mattina, forse di domenica, nel piccolo bagno del tempio al secondo piano della villetta, mentre i devoti con entusiasmo si rasavano la testa, dissi a Somaka: "se vuoi che io diventi devoto devi mandarmi in sankirtana" allora egli mi guardò negli occhi, e mi disse: 'Domani, tu, parti per Torino' e così fu. Sempre nel 1975 nel mese ottobre
Somaka decide di portare la predica nel sud dell'Italia. Insieme a me,
c'erano altri 10 devoti, si parte per Palermo, Sicilia. Primo festival
viaggiante italiano. I mezzi di trasporto erano due furgoni, uno nuovo
appena comperato, un Ford nove posti colore giallino, più avanti
distrutto dai devoti, e l'altro un vecchio Wolksvagen stile hippy, con
sopra una fattispecie di tenda che poteva ospitare sei devoti, in caso
di necessità. La domenica c'erano in fila indiana centinaia di persone e poveri bambini per il solito prasada, che veniva cucinato all'aperto; non c'era spazio nella tenda. C'erano pochi soldi, la piccola tenda, così la chiamavamo, tre x tre, e alta solo due metri, questa era la sua misura, era di tipo militare, ma solo di tipo, per il suo colore verdastro. Questa era piena di buchi da tutte le parti, avoglia a chiudere i tanti buchi grandi e piccoli, se pioveva, l'acqua entrava comunque. Somaka, chiese a me e a Dayanidhi
prabhu, di andare a fare sankirtana in giro per la Sicilia, ma la sua
richiesta più importante era quella di non spendere tanti soldi
per mangiare, (ai devoti piaceva mangiare bene) cosi la quota della spesa
settimanale di boga non superava le duemila lire (1€) per 4 devoti.
Pane, pomodori, e sale era il nostro cibo. Verso la fine del secondo mese
di permanenza tutta Palermo sapeva che noi eravamo accampati al porto
che cantavamo, danzavamo, e davamo cibo gratis, alcuni della bene di Palermo
cominciava piano, piano, a frequentarci, il giornale locale ci faceva
publicità. Quando siamo rientrati a Roma Somaka fu accolto come un Cesare, kirtan e danze, ci dettero il ben venuto, la Sicilia era stata conquistata. Quattro anni dopo il gruppo riparte, questa volta c'erano trenta devoti, camion, tenda tipo circo, grande e spaziosa, e molte facilità, ecc, la città di conquista, questa volta, era Catania, non vado oltre. Nel settembre del 1977 Srila
Prabhupada, due mesi prima di lasciare questo mondo, dall'India partì
per Londra, fu invitato, era la sua ultima visita di questo tempio. Somaka non era un grande distributore di libri, ma sapeva che il Sankirtana era molto importante per la predica, e per l'economia. Quando usciva per dare libri non faceva un gran che, questo non lo rendeva molto felice, ma incoraggiava tutti nella distribuzione dei libri. Nel 1980 Somaka, da poco sannyasi, andò in Spagna e ne divento il segretario regionale, e grazie a una grande donazione comprò la fattoria ancora esistente; anche io quel periodo ero lì in Spagna come leader del Sankirtana. Ma i veri talenti di Somaka
erano i festival. Il primo Ratha Yatra a Viareggio fu splendido, ma il
carro zoppicava, la ruota sinistra posteriore si stava piegando, qualcosa
era successo. Somaka era disperato, lui aveva architettato il carro. Allora
cercò di tenere la ruota dritta appoggiandoci le sue mani, ma il
peso del carro non era poco, era disperato, non sapeva cosa fare, il suo
GBC lo guardò, ...che succede?!? disse. Non dico tutta, ma quasi tutta l'Italia ha conosciuto Somaka, il quale nei primissimi anni ottanta fino all'ottanta sei ha girato per lungo e largo, grandi città e piccoli paesi con il suo stupendo Festival-Viaggiante, lasciando un buon ricordo a tutti. Ancora dopo anni, quando si va in questi luoghi, per il Sankirtana, la gente ci chiede di Somaka. Ero a Villa Vrindavana, era
inverno, gennaio, faceva molto freddo e pioveva, Somaka si trovava a Prato
con il suo festival decisi di andarlo a trovare. Morale, Somaka ha fatto sempre tante austerità ma nonostante ciò non ha mai mollato, quando invece abbiamo visto altri mollare. Ringrazio il signore di avermi fatto incontrare questa grande anima. Chiaramente ho molte altre
cosa da dire ancora su di lui, ma ci vorrebbe tempo e infinite pagine
di quaderno. |