Caro Somaka Prabhu, o meglio ancora, Maharaja,

Per favore accetta i miei omaggi. Tutte le glorie a Srila Prabhupada, che hai amato e servito con intensità, e che ti sta sicuramente vicino anche ora.

Mi sento piuttosto in imbarazzo ed in colpa, nel parlarti ora... siccome avevo sempre rimandato di venirti a trovare quando eri ammalato, per paura di non sapere comportarmi e di emozionarmi in un momento così delicato. Poi il giorno preciso in cui mi sono finalmente decisa, sapendoti vicino all’esame finale di questa vita, ho saputo che non eri più in questo corpo... e ho capito che avevo mancato al mio dovere.

Sei stato un esempio per me fin dall’inizio della mia vita spirituale. Quando arrivai a Villa Vrindavana da Padova (tempio di Camin) dove mi ero unita al movimento, per partecipare al bhaktin program, era già sistemato un pandal per il festival di Gaura Purnima e lì, sentendoti dare una lezione in inglese, pensai che tu non fossi italiano. In effetti lo facevi per facilitare i devoti americani che all’epoca collaboravano con la BBT, specialmente nel reparto artistico. Ma anche dopo, mi sembrava sempre che venivi dalla Spagna, con questo tuo modo di parlare nello stesso tempo deciso e cantante.

Amavo frequentare il programma che facevi per gli ospiti in una sala del pian terreno di Villa Vrindavan alla domenica sera. Queste lezioni mi aiutavano personalmente a convincermi sotto tanti aspetti e mi fornivano molti argomenti da utilzzare in Sankirtana per predicare alle persone e rispondere alle loro domande.

Iniziai dunque ad uscire in Sankirtan dalla Villa, sotto le cure attente di Nandi Mukhi e Dayanidhi, appena sposati, che dopo un pò di allenamente mi rimandarono a Camin per fare Sankirtan. Quando tornai per il primo mega festival europeo di Villa Vrindavana, fui colpita dal fatto che eri stato capace, con l’aiuto di altri devoti, di montare un tendone da Circo gigantesco, costruendo a questo scopo una grande piattaforma, fornita di bagni, docce, lavabi.... Mi sembrava un’impese quasi impossibile e sentivo quanto eri prezioso al nostro movimento.

In effetti, ti vedevo sempre in prima linea nel darti da fare per ogni lavoro pratico, ed era molto ispirante. Per di più, le devote mi spiegarono che eri stato il primo devoto ad aprire un tempio in Italia e mi raccontarono le diverse avventure che successero allora, e questo suscitò in me un profondo sentimento di gratudine che ho sempre sentito ancorato nel mio cuore. Per di più eri sempre molto personale con noi, preoccupato per il nostro benessere. Per questi sentimenti e l’ammirazione che avevo e che ho ancora per te, so che, all’epoca, se avessi avuto la scelta, ti avrei scelto come il mio Maestro Spirituale. Purtroppo, non si poteva nemmeno immaginare una cosa simile... (che di fatto non era autorizzata dai GBC) Mentalmente ero arrivata solo a considerare che mi sentivo più vicina a Sundararupa Maharaja che a Bhagavan. Ma arrivare a scegliere un devoto così vicino a noi, devoti semplici! Che non aveva nemmeno sempre il dhoti super stirato (anzi che spesso portava il pantalone da lavoro), scherzava con i devoti e organizzava le gare di gulab jamun imboccati al volo! Era impensabile!

Più tardi, mentre ero a Roma, mi ricordo che ci ispiravi con le tue lezioni di Srimad Bhagavatam e ci incoraggiavi nel nostro servizio venendo gentilmente a trovarci negli autogrill sull’autostrada, mentre giravi per ottenere i permessi per il Festival viaggiante.

Ho avuto modo di visitare questo tuo meraviglioso programma di predica solo alcuni anni più tardi, andando a fare un Harinama con i devoti di Napoli a Caserta, e lì mi dissero che predicavi tutte le sere fino alle uno, due o anche tre di notte... facendo molti devoti... ed eri sempre presente al Mangal arati! Quanta determinazione nel servire Sri Sri Gaura Nitai e Srila Prabhupada. Di fatto, la gente che incontravamo in Sankirtan si ricordava con piacere del Festival dell’India e delle giganti torte cucinate da Gauda Candra P.& C. che vedevano folle di persone fare la fila per assaggiarle.

In seguito hai ricominciato a viaggiare fuori Italia, specialmente in Sud America e ti vedevamo di meno. Ma giungevano le notizie del tuo impegno costante e delle tue imprese. Poi ci capitò la tua lettera “Cercando l’armonia”, e questa lettera confermava il tuo senso di fraternità senza limiti tipico dei Vaisnava, che provavi per i devoti. Questa lettera mi fece capire ancora di più quanto ero attaccata a te. E, ora che tu hai predicato in un incontro interreligioso con la cerimonia stessa della tua dipartita, che ha visto radunati per glorificarti sia cristiani che vaisnava in una funzione mista e piena di rispetto, Krishna mi ha confermato ancora una volta questo messaggio che trasmette tramite te, ciòe che la devozione non ha limiti esterni.

Vorrei dirti grazie per il tuo impegno, il tuo affetto amichevole, la tua totale mancanza di attaccamento alla posizione e agli agi che essa porta. In effetti, il solo atto, così umile e segno di sincerità, autocritica ed introspezione, di ritirarti del sannyasi e dal fare il guru semplicemente in base a sentimenti molto sottili, ti hanno reso ai miei occhi più degno di tanti altri di ricoprire invece la carica di guru. Il mondo ha bisogno di questi esempi. Lo Srimad Bhagavatam è pieno di esempi di parvenze di errori e correzioni sulla via della realizazzione spirituale, che poi si rivelano piani di Krsna per glorificare questo devoti e tanti altri. In effetti la storia dello Srimad Bhagavatam sta continuando e ti ricorderà senz’altro come un degli agenti principali di Srila Prabhupada e del Signore Caitanya del primo secolo del loro movimento del Sankirtan, del canto congregazionale in Italia e nel mondo.

Srila Prabhupada Ki! Jay!
Sua Santità Somaka Maharaja Ki! Jay!

una vostra piccola servitrice squalificata,
Sri Lalita dasi