Cari Prabhus,

vi prego di accettare I miei rispettosi omaggi, tutte le glorie a Srila Prabhupada.

La sensazione che personalmente provo e quella che sua grazia Somaka prabhu sia ancora con noi. Forse perche' lui si trovava sempre in qualche remota parte del mondo a predicare, o in officina a sistemare I suoi mezzi del festival viaggiante, o a costruire il carro di Jagannath e comunque non amava la popolarità o mettersi in evidenza. Somaka prabhu era uno di quei rari devoti con I quali bastava incrociare lo sguardo per avere un contatto vero, profondo e umano ed e' questa la caratteristica che lo ha accompagnato sin dall'inizio, quella di essere sempre se stesso, senza nascondersi dietro a delle facciate. Questo suo modo di essere sincero e di non volere ingannare nessuno, lo ha dimostrato anche quando pubblicamente ha ammesso alcune sue difficoltà e quando ha accettato un umile lavoro nel mondo materiale cercando di adeguarsi ad una nuova situazione che a lui era diventata piu' consona. Sebbene Somaka prabhu non sembrasse piu allineato con quella che per anni era stata la sua figura di sannyasi, ovunquelui si trovasse portava con se un calore e una profonda umanita' . Anche se molti di noi avrebbero voluto vederlo lasciare il corpo in un tempio circondato dai devoti che cantavano il Santo Nome, penso che anche questa sua scelta faccia parte del suo modo di essere se stesso e di non voler apparire quello che gli altri volevano che lui fosse. In ogni caso la sua onesta ed umilta' hanno fatto in modo che Sri Krishna, il Signore Supremo, lo abbia voluto impegnare ancora piu' esclusivamente al Suo servizio in un' altra vita. Somaka prabhu era solito chiamarmi affettuosamente "capoccione" per sottolineare la mia cocciutaggine che di certo mi rende incapace di comprendere I piani che la Persona Suprema ha per I suoi devoti. Comunque la sincera e profonda amicizia che Somaka prabhu mi ha sempre mostrato rimarra' eternamente nel mio cuore.

Vostro servitore

Mukundananda das